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Umani


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Descrizione fisica

Anatomia Esterna:

L’anatomia esterna della razza umana è sicuramente la più variegata fra tutte le razze che popolano la penisola. Proprio questa varietà di aspetti esteriori finisce quindi per diventare la peculiarità fisica di questa razza. Si possono incontrare esseri umani alti, bassi, magri, grassi, particolarmente aggraziati o assolutamente goffi, dalla carnagione chiara, color sabbia o di un marrone intenso, quasi color dell’ebano. I capelli possono assumere tonalità bionde, rosse, castane e nere nelle diverse sfumature, mentre gli occhi assumono una gamma di colorazioni che va dal marrone scuro all’azzurro chiaro, con tonalità più rare quali il giallo e il grigio. I tratti del loro viso sono regolari, molto più marcati di quelli degli Eldar. La loro altezza varia sostanzialmente tra il metro e cinquanta e il metro e ottanta per le donne, e il metro e settanta/novanta per gli uomini. Gli Umani possono raggiungere un’età di ottant’anni, che raramente superano. Oltre i novanta, dunque, è assai difficile trovare un umano in grado di interagire con alcuno. Queste creature non molto longeve diventano uomini/donne a dodici anni, raggiungono il pieno sviluppo a diciotto, e la maturità a trenta.


Anatomia Interna:

L’anatomia interna degli esseri umani viene qui descritta ponendo l’attenzione su particolari apparati, così che si possa facilmente fare il raffronto con le altre razze che popolano la penisola.

Apparato locomotore
L’apparato locomotore degli esseri umani è composto da muscoli, tendini, legamenti e ossa. I muscoli sono adatti a sostenere sforzi prolungati, mentre sono meno efficienti negli scatti (peculiarità a cui sono più portati gli Eldar). Con un buon allenamento la massa muscolare umana può crescere facendo sì che si possano sostenere carichi di peso ancora più gravosi e sforzi muscolari più intensi. Al contrario, una vita eccessivamente pigra e sedentaria porta alla diminuzione della massa muscolare e quindi ad una peggiore sopportazione degli sforzi fisici.

Apparato cardio-circolatorio
L’apparato cardio-circolatorio degli esseri umani è costituito da un tessuto liquido di colore rosso chiamato sangue. Questo tessuto liquido scorre nei vasi sanguigni che si dividono in vene ed arterie. Le vene trasportano il sangue ricco di anidride carbonica e sostanze di rifiuto, mentre le arterie si occupano del trasporto del sangue ricco di ossigeno e di sostanze nutritive. Il motore che permette al sangue di circolare è il cuore. Il sangue umano è di media fluidità e ha una buona capacità di coagulazione, quindi solo ferite di gravi entità (recisioni di vene o arterie) portano l’essere umano alla morte per dissanguamento.

Apparato digerente
La razza umana è una razza onnivora, e ha un costante bisogno di cibo per raggiungere il fabbisogno energetico del proprio corpo. Tutti gli organi dell’apparato sono coinvolti nel processo digestivo che dura circa due ore, le sostanze nutritive liberate dal cibo in questo processo vengono poi assorbite dal sangue a livello dell’intestino. Le sostanze di rifiuto vengono invece espulse.

Apparato respiratorio
L’apparato respiratorio umano permette a questa razza di respirare ossigeno aereo, gli esseri umani non sono dunque in grado di respirare sott’acqua. Gli esseri umani non sanno vivere in assenza di ossigeno, per cui una grave disfunzione di questo apparato porterebbe in poco tempo alla morte per soffocamento. Il momento della respirazione è composto da due momenti: con l’inspirazione l’aria ricca di ossigeno entra nelle sacche polmonari e con l’espirazione l’aria ricca di anidride carbonica fuoriesce dall’ organismo. I due momenti avvengono grazie ad un muscolo che si trova posizionato sotto i polmoni: il diaframma.

Apparato immunitario e sistema linfatico
Il sistema linfatico è un sistema di vasi che percorrono l’intero organismo umano. In questi vasi scorre la linfa: un liquido piuttosto denso, fondamentale per mantenere il corpo in salute, poiché contiene molte cellule dell’immunità. Oltre ai vasi linfatici fanno parte di questo sistema i linfonodi, delle ghiandole in cui la linfa viene drenata ed in cui vengono trattenuti potenziali patogeni così che il sistema immunitario possa eliminarli. Il sistema immunitario è composto da diversi tipi di cellule, si ricordano in particolar modo i linfociti dal momento che sono proprio queste le cellule di cui si nutrono gli Illeys e che sono fondamentali per la sopravvivenza di questa razza. Compito di tutte queste cellule è difendere l’organismo umano da infezioni batteriche o da agenti patogeni di vario tipo.

Apparato nervoso
Il sistema nervoso umano è piuttosto sviluppato, consente all’uomo di provare sentimenti ed elaborare pensieri complessi. I tempi di reazione agli stimoli sono di media lunghezza. Droghe o alcool possono alterare le capacità di percezione degli esseri umani.

Organi di senso
- Vista
Gli esseri umani non sono in grado di vedere al buio. Hanno bisogno della luce solare, tuttavia se questa risulta essere troppo intensa l’occhio non riesce a percepire nulla, infatti gli uomini non possono osservare direttamente la luce solare. Il campo del visibile per un essere umano non può scendere sotto il rosso (infrarosso) e salire oltre il violetto (ultravioletto).
- Udito
L’udito umano non è particolarmente sviluppato. Questa razza tende di più ad affidarsi alla vista che non agli altri sensi, poiché il suo istinto animalesco è meno sviluppato. Vi sono comunque eccezioni, esseri umani che per loro particolarità fisiche, o per allenamento riescono a sentire più degli altri. Vi è comunque una soglia limite. Gli esseri umani possono udire suoni di intensità medio/bassa, non sono in grado di percepire gli ultrasuoni e i rumori particolarmente forti non li infastidiscono più di tanto.
- Olfatto
Il senso dell’olfatto è poco sviluppato.
- Gusto
Gli esseri umani percepiscono 4 tipi di sapori: amaro, dolce, salato, aspro. L’organo del gusto è la lingua. Questo senso è associato all’olfatto. Quando un essere umano non sente odori, anche i sapori risultano alterati.
- Tatto
Il senso del tatto è poco sviluppato.

Apparato riproduttivo
L’atto sessuale fra un uomo e una donna può portare alla gravidanza. La gestazione dura nove mesi( ma ai fini del gioco tale durata viene ridotta a tre mesi), al termine della quale il feto, completamente sviluppato, lascia l’utero della donna durante il parto. Le cellule uovo non fecondate vengono espulse dalle donne una volta al mese tramite il ciclo mestruale. Quando le donne terminano le cellule uovo a disposizione cessano di avere il ciclo mestruale entrando nel cosiddetto periodo della menopausa (attorno ai 40/50 anni), da quel momento per loro viene meno la possibilità di avere figli.


Carattere, società e peculiarità

Gli Umani godono di un’altissima capacità di adattamento ai luoghi in cui si trovano a dimorare. Sopportano bene le alte temperature come le basse, e per questo generalmente si trovano a loro agio in compagnia di qualunque creatura e in qualunque habitat. Segni positivi del carattere umano sono la generale mancanza di pregiudizi e il forte spirito di adeguamento, dunque non possono di certo definirsi una razza chiusa né un branco. Difficilmente accettano unanimemente di seguire un'unica guida, affidandosi piuttosto a differenti personalità di spicco, e rispettando generalmente l’anzianità. Segni negativi del carattere sono invece una maggiore venalità rispetto alle altre razze e una forte impulsività che spesso li porta ad agire prima di valutare adeguatamente la situazione. Istinto ed emotività spesso dominano in queste creature, che comunque presentano tratti molto diversi da persona a persona. Può influire sul loro carattere la vicinanza con una o più razze estranee e il prolungato insediamento in un determinato territorio.



Eldar


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Storia

Si narra di un tempo in cui gli Spiriti vivevano sereni in ogni dove, con le forme a loro più congegnali, liberi di manifestarsi e creare esseri che rispecchiassero la loro indole. Ogni forma di vita splendeva di pura luce, si equivalevano giorno e notte e non esistevano stagioni. Il mondo sussurrava i primi segreti e le terre abbondavano di frutti. Non esisteva essere ostile ad altri e ogni cosa seguiva il proprio naturale ciclo eterno: nascita ed infinito splendore. Una sola cosa sfuggiva al potere degli Spiriti: il Tempo. Esso, infatti, in ogni istante dimostrava che una creazione eterna risultava imperfetta nella propria perfezione. Una bellezza sempre immutata rendeva banale ogni cosa tanto da divenire noiosa agli occhi degli Spiriti stessi. Dopo aver a lungo contemplato la propria opera essi decisero di creare un nuovo ciclo: nascita, vita e morte, cosicché ogni essere potesse evolvere ed infine rinascere a luce nuova e sorprendente persino per il loro sguardo eterno. Il nuovo mondo mutava secondo cicli denominati stagioni, che permettevano alla Terra di rigenerarsi senza il loro intervento. Gli Spiriti smisero di partecipare alla vita, divenendo semplici spettatori dell’evoluzione, libera da vincoli, capace di creare da sé nuove esistenze. Ammirarono i primi radicali cambiamenti con gioia ed amarezza: quel mondo non li avrebbe mai conosciuti e presto avrebbe perduto la storia delle proprie origini e della propria evoluzione. Fu allora che, prima di congedarsi dalla Terra, decisero di concederle un ultimo dono. Nell’ora in cui splendevano gli astri e tutto riposava, la delicata luce delle stelle esplose in un bagliore accecante, permeando la foresta con un alito di vita. Il lungo silenzio si interruppe e per la prima volta parole udibili vennero sussurrate. Nascevano così..in un incontro fra cielo e terra gli Eldar: la memoria del mondo. A loro venne concessa l’antica natura degli Spiriti ad un prezzo caro e non per diletto. Gli Eldar avrebbero vissuto in eterno, osservando il ciclico mutare di ogni altra cosa e restandone esclusi, fedeli tesorieri della storia del creato. La bellezza degli astri e l’accortezza della natura, per onorare il volere degli antichi creatori.


Aspetto fisico

Anatomia Esterna

Esternamente l’Elda appare come una creatura bella e quasi eterea: i tratti del volto sono delicati, gli zigomi alti, il colore degli occhi è sempre luminoso, tendente alle tonalità più chiare, infatti é quasi impossibile trovare Eldar dagli occhi neri; fra i rappresentanti più antichi è ancora possibile notare sfumature d’ametista, retaggio delle più nobili e vetuste casate. Gli Eldar solitamente prediligono portare i capelli lunghi che possono assumere varie sfumature naturali,ma che difficilmente si discostano dai colori del luogo in cui l’Elda ha visto la luce. Nemmeno a seguito della pubertà, quando la crescita inizia a rallentare, si manifesta in loro la presenza di peluria o l’eccessivo indurirsi dei tratti e della loro voce melodiosa. Sono caratterizzati, inoltre, dalle lunghe orecchie appuntite e dai movimenti fluidi ed aggraziati, accompagnati da un fisico slanciato e mai eccessivamente muscoloso. Non sempre il processo di crescita si arresta allo stesso momento per tutti, talvolta, infatti, alcuni Eldar possono arrivare a mostrare l’aspetto di un umano di mezza età, seppure simili casi siano assai rari rispetto ai soggetti che arrivano ad apparire nel fiore della fanciullezza umana.

Anatomia interna

L’anatomia interna degli Eldar presenta alcune caratteristiche che li differenziano dagli umani rendendoli una sorta di anello di congiunzione tra il mondo umano e quello della natura. Prima caratteristica che li contraddistingue è quella di non avere sangue che scorre nelle vene, ma una sostanza particolarmente fluida e zuccherina simile alla linfa vegetale, che è molto più fluida del sangue umano e questa caratteristica si fa portatrice, per la razza degli Eldar, sia di vantaggi che di svantaggi. Il principale vantaggio che porta con sé è l’accelerazione di tutto il metabolismo, rispetto a quello umano. Essendo più fluido, il liquido che scorre nei vasi ha anche una densità ridotta, questo fa sì che il flusso linfatico risenta meno dell’attrito e possa raggiungere velocità più elevate, facendo in modo che qualunque messaggio dalla periferia del corpo al sistema nervoso, o vice versa, si trovi a viaggiare a velocità tale da consentire agli Eldar una risposta quasi immediata ad ogni stimolo. Esempio di questa velocità di adattamento esterno è l’omeostasi della temperatura. Gli Eldar non risentono particolarmente di temperature troppo elevate o particolarmente rigide perché il sistema nervoso è in grado di compensare, essendo avvisato velocemente, ogni sbalzo di temperatura. Se si dovesse invece pensare agli svantaggi che questa particolare condizione comporta, bisognerebbe sicuramente dire che una ferita di media gravità per un umano, potrebbe essere letale per un Elda a causa del veloce dissanguamento. Il cuore degli Eldar è di dimensioni leggermente inferiori a quelle umane, ma il tessuto del miocardio è in grado di contrarsi più velocemente, producendo circa il doppio delle pulsazioni al minuto del cuore umano. Altra componente essenziale per il mantenimento del metabolismo accelerato è la luce. Affinché le normali funzioni vitali si svolgano nella normalità, infatti, un Elda necessita di rimanere esposto ad una fonte luminosa naturale, catalizzatrice di numerose reazioni chimiche necessarie alla sopravvivenza . In virtù di questa loro particolare capacità di assorbire la luce, la loro pelle risulterà alla vista simile alla madreperla, dotata di una lieve aura luminosa che ricorda quasi il delicato e luminoso pallore della Luna. Data la loro capacità di sfruttare l’energia della luce, gli Eldar non hanno necessità di mangiare, né tanto meno di dormire, preferendo al sonno una profonda meditazione durante la quale pare rivivano attimi del proprio vissuto, non conoscendo il significato umano di sognare. Nel caso in cui un Elda dovesse trovarsi in cattività, costretto lontano da una fonte di luce per più di una settimana, il suo fisico inizierebbe a degradarsi lentamente: la percezione delle temperature troppo alte o basse diverrebbe acuta, con una progressiva perdita dell’omeostasi ed il conseguente indebolimento. Inoltre, mancando l’apporto della luce, il cibo inizierebbe ad essere indispensabile,anche se l’apporto energetico garantito da questo non è paragonabile a quello della luce. I loro sensi sono più sviluppati di quelli umani. Udito, olfatto e tatto sono molto più sensibili, ma una particolare attenzione merita la vista. Il sistema ottico degli Eldar è molto elaborato e consente loro di vedere nitidamente molte più sfumature di colore di quante un occhio umano riesca a percepire. Il mondo, sotto la luce solare, appare a queste creature decisamente più luminoso di quanto sembrerebbe ad un umano; la notte, invece, la minima luce lunare o delle stelle basta agli Eldar per vedere come un umano durante il giorno. Meritano, infine, un accenno l’apparato muscolare/scheletrico e l’apparato riproduttore di queste creature, mentre per tutto il resto la loro anatomia può essere in tutto e per tutto paragonata a quella degli umani. I muscoli degli Eldar sono fatti in maniera tale da garantire elasticità e agilità, ma mal sopportano sforzi prolungati e non sono adatti per produrre una grande forza. Anche l’apparato scheletrico si adatta a questa peculiarità fornendoli di ossa leggere e meno rigide di quelle umane, grazie ad un minor apporto di calcio. Infine, per quel che riguarda l’apparato riproduttivo, nonostante anatomicamente sia simile a quello umano, forse per controbilanciare l’immortalità di questa razza ed evitare un sovrannumero di Eldar, la fecondità di queste creature non è molto elevata, infatti non posso avere più di tre figli nell’arco dell’intera vita.


Carattere, società e peculiarità

Carattere

Sin dalla tenera età negli Eldar è insito l’amore e il rispetto per ogni creatura vivente, soprattutto per il mondo vegetale, che con il tempo ha perso la facoltà di proteggersi da sé dall’ingegno umano. Uno degli istinti primari di questa razza è, infatti , la difesa della Natura in ogni sua forma, ricorrendo a ogni mezzo. La storia conserva memoria solo di un popolo solitario e pacifico, preferendo omettere gli attimi in cui questa razza era insorta con decisa forza contro i propri nemici. L’indole dell’Elda è solitamente riflessiva, quasi calcolatrice in virtù della saggezza e della possibilità di attendere all’infinito l’attimo giusto per vendicare un torto subito; tale caratteristica li ha resi pacifici studiosi che tuttavia non temono mai di riscoprire la propria natura più spietata. L’amore smisurato per la bellezza naturale li ha resi artisti e maestri di molte arti manuali, mentre il legame con gli Spiriti li ha portati ad approfondire sempre più gli studi dell’arcano, nel tentativo di penetrare l’ignoto. Non è raro tuttavia incontrare anche valorosi guerrieri, infallibili tiratori o agili combattenti, uniti da un altissimo senso dell’onore e da un infrangibile orgoglio per la propria appartenenza. Apparendo come esseri superbi, gli Eldar difficilmente concedono la propria fiducia, attribuendo un valore inestimabile ai propri legami, eterni come la loro vita. I giovani spesso sono diffidenti nei confronti delle altre razze, rasentando la supponenza, che si affievolisce con il trascorrere dei secoli, nell’accumularsi di esperienze.

Società

Gli Eldar sono creature antiche e immortali che nel tempo hanno visto la Terra mutare e popolarsi di nuove razze dalle mutevoli tradizioni e schemi sociali imprecisi, che spesso hanno portato a futili lotte tra confratelli. La loro struttura sociale si è invece sempre mantenuta intatta nei secoli, rivelando la solidità e il valore dei loro principi incorruttibili. L’intera razza è organizzata secondo una struttura in cui ognuno occupa un ruolo ben determinato e rispettato dall’intera comunità, a partire dai fanciulli per arrivare agli adulti che sono impegnati nelle attività più disparate a seconda dei talenti personali. I giovani vengono istruiti sin dalla tenera età e spronati ad approfondire i propri interessi con l’aiuto dei maestri più esperti che spesso si affiancano ai genitori nell’educazione. Con il raggiungimento dell’età adulta i figli si allontanano dalla famiglia per creare una propria dimora, seppure gli Eldar tendano a vivere in nuclei concentrati in un’unica zona per garantire protezione e riparo sicuro alla propria specie. Spesso si può arrivare a parlare di vere e proprie casate, che nulla hanno a spartire con il concetto attribuito dai mortali a tale termine. Le casate infatti comprendono un vasto numero di membri che non sempre condividono legami di sangue, ma che si riuniscono sotto uno stesso ideale, senza alcuno scopo politico e senza vantare le proprie origini, in quanto la nobiltà per gli Eldar è vincolata alle gesta di un essere vivente e non al nome dei suoi avi. Fra i membri della razza intercorrono rapporti che i mortali potrebbero definire fraterni, con rispetto assoluto per i ruoli e per l’importanza del singolo nel grande disegno degli Spiriti.



Lynne


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Storia

"Ben poche cose sappiamo riguardo ai Lynne. Ancor meno circa le loro origini; gli uomini di Scienza parlano di una tribù nomade di umani proveniente dai confini Sud dell'impero, stabilitasi qui prima della costruzione delle Città. Alle obbiezioni circa il loro non essere umani nell'aspetto, rispondono che probabilmente il vivere presso i portali, sotto l'influsso dell'oscura magia da cui questi sono creati, abbia fatto sì che mutassero. Hanno anche altre teorie, ovviamente. Secondo loro i Lynne non si allontanano dalle Foreste dove si trovano i portali perché la magia è diventata una specie di droga per loro e l'allontanamento graduale da essi li rende sempre più deboli, ma non hanno saputo spiegare se possa verificarsi una specie di vera assuefazione. Per questo io, che sono un romantico, preferisco la storia che raccontano i bardi. Questi narrano, infatti, che una notte senza Luna degli oscuri predatori, delle ombre senza forma, giunsero nelle foreste a caccia. Che cosa accadde, è un mistero, si sa soltanto che mille e poi altri mille caddero senza vita sotto i loro feroci attacchi. Ad assistere al terribile spettacolo una cerva, giovane ma saggia. Ella, straziata dal dolore, fuggì nella notte e rinnegò la sua natura d'animale. Perché? Semplicemente perché non era stata in grado di difendere coloro i quali aveva visto nascere, che con lei avevano corso e giocato, con i quali aveva diviso le provviste e tutte le gioie che concede alle creature madre natura. Decise così di annegarsi, di porre fine a quell'esistenza divenuta ormai inutile. Raggiunse il lago al centro della foresta e vi si gettò. Ma quando le cristalline acque si chiusero sopra di lei, invece di vedere il fondo scuro e melmoso, i suoi grandi occhi si bearono della presenza di una donne bellissima. Aveva petali nei capelli, il suo abito era pura brezza primaverile, quella brezza calda che scioglie la neve assieme al Sole, la pelle era incredibilmente luminosa e così perfetta da fare invidia. E poi i suoi occhi: un temporale caldo, pioggia della rinascita. Ita, la dea della Primavera, parlò alla sventurata creatura. disse. E la sua voce si confuse con il gorgoglio voluttuoso dell’acqua: allungò la dritta verso la Cerva, che, a sua volta, allungò la manca. Ma incredibile fu ciò che accadde: al posto della zampa e dello zoccolo, v'erano un braccio ed una mano. Il seguito della storia è alquanto confuso; tutti i bardi, però, sono d'accordo su di una cosa: la Cerva poteva assumere entrambe le forme e donare tale capacità anche ad altri animali o uomini che desiderassero vivere come lei, a metà fra due mondi spesso troppo diversi ed in perpetuo conflitto."

Dal Diario di Uneal, Storico e Bibliotecario di Lirea.


Aspetto fisico

I Lynne in origine erano umani e di umano mantengono la conformazione della maggior parte degli apparati. Sono solo due, infatti, gli apparati che presentano anomalie: quello scheletrico e quello muscolare. Muscoli ed ossa, infatti, appaiono molto più flessibili e resistenti, probabilmente a causa delle continue mutazioni del loro corpo. A livello puramente estetico sono differenti dagli umani a causa della presenza di alcune peculiarità animalesche visibili in determinate parti del corpo. Chi si trasforma in un predatore, che sia cane, pantera o gatto presenta una dentatura piuttosto sviluppata, chi in volatile, solitamente presenta del piumaggio sui gomiti e sulle ginocchia. In alcuni casi sono state viste anche code di varia misura e genere. La vita dei Lynne non è lunga come quella degli Eldar, vivono quanto dei comuni mortali. Sono immuni a molte malattie e ai veleni di origine naturale, e possono arrestare il processo di invecchiamento per diversi anni come fanno Eldar e Areali, riuscendo così a mantenere un saldo equilibrio sia per la forma animale che per la forma umana. La guarigione in forma umana è più lenta rispetto a quella in forma animale, ma il dolore è ben percepibile in entrambe le forme, anche se in quella animale si svilupperà un’aggressività maggiore. La leggenda narra che i Lynne non possano allontanarsi dalle foreste per lunghi periodi. Questa è una credenza popolare e non è fondata su dati reali: i Lynne, infatti, possono restare per anni lontani dal luogo in cui sono nati, anche se, ovviamente, il loro umore ne risentirà e così anche il loro rendimento nei vari campi. La nostalgia di casa è, per loro, una vera e propria malattia che li consuma lentamente, ma soltanto dal punto di vista psicologico. Ciò che non possono fare, però, è rinunciare alla propria natura: almeno una volta al giorno un Lynne deve concedersi una mutazione nella sua forma reale e abbandonarsi all’istinto. Ovviamente, crescendo e maturando, questo bisogno verrà sentito di meno, ma mai potrà ignorarlo.


Carattere, società e peculiarità

Descrizione Caratteriale
Schivi e diffidenti i Lynne socializzano di rado con esponenti di altre razze. Non perché siano selvaggi ed incivili, o perché altezzosi ed irraggiungibili, semplicemente vivono la loro vita nella convinzione che gli altri non possano capire la loro comunione con la Foresta, la loro natura animale. Ospitali e rispettosi della vita, in qualunque forma essa si presenti, spesso si occupano di proteggere e curare i viandanti e non è raro vederne alcuni lasciare la foresta per recarsi in Lazzaretti per apprendere i segreti dell'Ars Medica. Non portano armi con loro, diplomatici e pacifici, solo alcuni di questi sono addetti alla protezione dell'intera famiglia. Pochi sono gli esempi di Lynne che hanno avuto relazioni, amichevoli e amorose, con altri al di fuori della razza e ciò spiega per quale ragione non vi siano mezzosangue.

Animale guida
Ogni Lynne ha un animale Guida, ovvero un animale con cui ha una particolare empatia e del quale assume le sembianze durante la mutazione. Questo animale è unico per tutti i livelli gerarchici e non potrà mai cambiare una volta scelto. {Sono bene accetti suggerimenti da parte dei giocatori che vorrebbero giocarsi qualcosa di diverso. Per informazioni rivolgersi al caporazza.} - Volatili:
Usignolo, Cigno, Gazza Ladra, Rondine, Pettirosso, Corvo, Colomba/o, Airone, Aquila, Allodola, Gufo, Civetta, Condor

- Predatori Mammiferi:
Lince, Gatto, Cane, Volpe, Sciacallo

- Mammiferi:
Scoiattolo, Scoiattolo Volante, Lontra, Ghiro, Coniglio, Lepre, Cervo, Riccio, Furetto, Orsetto Lavatore, Procione, Cinghiale, Topo, Cavallo, Ermellino

- Rettili:
Vipera, Biscia, Rana, Geko, Camaleonte



Alua


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Storia

Si narra che gli Alua non siano sempre esistiti. Si racconta che un tempo, molti secoli fa, forse addirittura millenni, il tempo necessario affinché la storia si fonda con la leggenda, un gruppo di dieci umani, cinque uomini e cinque donne, si imbarcarono per mare con l’intento di fuggire da una terra in declino dove ormai la guerra civile aveva distrutto ogni cosa e dove la natura violata gridava la propria vendetta contro chi l’aveva distrutta. Il fato, avverso ai profughi, li fece incappare in una terribile bufera, un nubifragio. La barca di fortuna non resistette e i dieci andarono alla deriva. Passarono giorni, forse mesi e nessuno aveva più notizie di loro. In patria, gli amici che li avevano aiutati a fuggire verso un futuro migliore, li credevano morti, periti nel tentativo di riappropriarsi della propria vita. Eppure, contro ogni aspettativa, dopo quattro anni due di questi dieci naufraghi, un uomo e una donna, Silya e Nemen, si ritrovarono. Nessuno dei due si immaginava di trovare l’altro ancora vivo, né tantomeno di ritrovarlo proprio in mezzo all’oceano, nel nulla! Tuttavia erano ancora loro, erano vivi e ora erano insieme. Si riconobbero e si abbracciarono, ma qualcosa era cambiato: era avvenuta una metamorfosi. Forse gli dei, o forse semplicemente la capacità dei loro corpi di adattarsi, la tenacia nel non voler abbandonare questo mondo, li aveva cambiati, trasformandoli in Alua. Vissero così tra i mari per qualche tempo, si innamorarono ed ebbero dei figli che come loro avevano quei due taglietti ai lati del collo che li rendeva diversi dai normali esseri umani, che dava loro la possibilità di fondersi con le acque. Secoli dopo quest’evento, quando ormai il numero degli Alua era aumentato facendo di loro una vera e propria razza a sé stante, una parte di essi sì stacco dalla popolazione originaria alla ricerca di un altro luogo in cui vivere, alla ricerca di un posto in cui non vi fosse solo l’acqua, ma anche la possibilità di tornare a toccare la terra ferma. Risalirono la foce di un fiume, giungendo così alla penisola dove ancora oggi risiedono.


Aspetto fisico

Gli Alua ricordano come fattezze gli esseri umani, seppure alcune caratteristiche li differenzino da loro. Per Prima cosa si può notare il colore della pelle decisamente più chiaro, a volte tendente all’azzurrino violetto; questa tonalità è data da una particolarità del loro sangue che a differenza di quello umano, di colore rosso, è di colore blu e lievemente meno denso, senza però arrivare ad avere la fluidità di quello degli Eldar. Il colore degli occhi e dei capelli può assumere qualunque tonalità e sfumatura, tuttavia sarà molto più comune incontrare Alua che abbiano occhi e capelli dai colori chiari, che non scuri e cupi, questo per via della loro affinità all’elemento acquatico. Sono creature esili con un apparato osseo particolare: le strutture calcificate ad eccezione di quelle della colonna vertebrale e delle ossa lunghe, fondamentali per la postura eretta, sono sostituite da strutture cartilaginee, più flessibili. Sulla terra ferma non godono di particolare grazia o agilità, in tutto e per tutto simili a quelle umane, ma una volta in acqua acquistano una grazia sorprendente e una capacità di nuoto da far invidia persino ai pesci. Dal punto di vista dell’anatomia interna, oltre alle particolarità del sangue, merita particolare attenzione il sistema respiratorio di queste creature: i polmoni appaiono atrofizzati e l’apporto d’ossigeno che questi organi garantiscono sulla terra ferma non è sufficiente per consentire loro di respirare adeguatamente. Risolve questo problema la cute, particolarmente porosa, che in presenza di un certo grado di umidità permette loro di completare la respirazione, come se fossero creature anfibie. Inoltre, proprio per il loro legame con l’acqua, due tagli per ogni lato del collo fungono da branchia consentendo loro di respirare anche sott’acqua. L’apparato riproduttore è in tutto e per tutto simile a quello umano. La gestazione dura 3 mesi ed il parto, solitamente, avviene in acqua, luogo in cui queste creature si sentono maggiormente protette e a loro agio.


Carattere, società e peculiarità

Gli Alua sono creature molto schive e timide, amanti dell’arte e delle scienze in tutte le loro forme. Proprio per la loro costituzione fisica tendono a rifuggire ogni sorta di attività bellicosa, anche perché in un conflitto difficilmente avrebbero la meglio sul piano fisico. Questa loro vulnerabilità fisica è tuttavia ricompensata con lo sviluppo eccellente delle capacità mentali, che, se portato alle estreme conseguenze può dare a queste creature la possibilità di utilizzare i loro poteri psichici. La loro società è tendenzialmente chiusa, faticano ad adattarsi agli usi e costumi degli altri popoli, proteggendo gelosamente il loro sapere. La loro società è organizzata per gruppi familiari ed è di stampo matriarcale. Quando si parla di gruppi familiari non è da intendersi il concetto umano di famiglia, bensì gruppi uniti non per forza da legami sanguinei, ma piuttosto da una stretta rete di legami di amicizia e di affinità caratteriali. In ogni gruppo vi sono giovani e meno giovani: compito degli adulti è di istruire i giovani ad essi affidati. Gli infanti restano nella famiglia a cui appartiene la madre sino all’adolescenza, poi sono liberi di scegliere la famiglia che preferiscono.



Areali


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Storia

“Al contrario di altri esseri viventi conosciuti, gli Areali non sono nati qui. Essi sono figli di un altro mondo e sono giunti in questo per sfuggire alla sua rovina. Si narra che giunsero in sette: sei alati e una bambina. Sono giunti prima che la guerra con l’Impero cominciasse e, dopo esser riusciti a comunicare con gli Eldar, perché nel loro territorio sono comparsi, hanno deciso di unirsi a loro nel tentativo di proteggere Mir Malin. Numerose le testimonianze che raccontano di averli visti volare più volte in coppia o soli sui cieli di Solaris e Metista, Draconis e Lirea. Nessun luogo pareva troppo lontano per loro, ma d’un tratto sparirono e per tre decenni nessuno li vide più volare. Poi sul cielo di Solaris videro lei. Disse che i suoi fratelli erano partiti da tempo per cercare di recuperare gli altri Areali rimasti indietro, disse che non erano tornati. Ciò che mi colpì fu che parve assolutamente certa che sarebbero tornati, un giorno o l’altro. Così ella aspetta il suo popolo e così facciamo noi. Forse da qualche parte, nell’impero, i portali si sono aperti ed ora quegli Areali vivono con gli umani, magari ancora senz’ali e dunque impossibili da riconoscere dalle nostre genti. Forse, invece, sono periti tutti nella guerra che ha devastato il loro mondo fatto di obelischi e animali selvaggi. Questo, comunque, solo il tempo potrà dirlo. Intanto lei attende: gli Areali sono i nostri protettori, forti e leali. Giungeranno, lo so.”


Aspetto fisico

Anatomia interna

Gli Areali sono creature dall’aspetto umanoide: posseggono un apparato scheletrico identico a quello umano, eccetto per le ali che si estendono dalla scapola e dal coracoide. Queste, con l’aiuto della furcula e di muscoli possenti e guizzanti, tengono le ali distaccate dal corpo e permettono la distensione e la contrazione dell’intera articolazione. Le ossa sono porose, quindi piene d’aria e leggere; sono anche elastiche ed estremamente resistenti. Il sistema cardiocircolatorio è identico a quello umano, una piccolissima differenza vi è nelle misure: il cuore è due volte più grosso di quello umano, le pulsazioni sono dunque raddoppiate e la pressione arteriosa è maggiore. L’apparato respiratorio è simile a quello umano, ma i polmoni sono il doppio di quelli di un adulto sano e presentano delle membrane sottilissime all’attaccatura dei bronchi; grazie a tali peculiarità gli Areali sono in grado di respirare anche l’aria rarefatta tipica delle alte quote. Nell’addome, situate simmetricamente fra loro, dietro e sotto i polmoni, vi sono sacche di membrana che è possibile riempire d’aria, tramite collegamenti con i polmoni, per facilitare il volo. Gli altri apparati, compreso quello riproduttivo, sono identici a quelli umani per struttura e funzionamento. I loro sensi non sono migliori di quelli umani, eccetto che per la vista, identica a quella dei rapaci: di giorno vedono meglio di un elda, ma di notte non riescono a vedere bene quanto queste eterne creature. Non sono immuni alle malattie, come non lo sono al variare delle temperature, anche se la frequenza cardiaca è accelerata e quindi essi sono più resistenti dei semplici umani. Sono piuttosto longevi, se non si ammalano o muoiono di morte violenta, possono vivere per diversi millenni, anche se non si conoscono Areali che abbiano superato i tremila anni.

Anatomia Esterna

Piuttosto alti (superano il metro e settanta già verso la fine dell’infanzia e l’inizio dell’adolescenza), sono muscolosi, ma non possenti. La loro apertura alare varia in base alla loro altezza, ma è da ricordare che le ali compaiono sulla schiena solo dopo il primo volo. Giunti all’età adulta il loro invecchiamento subisce un arresto repentino ed essi non cambiano aspetto fino al giorno della morte, naturale o non. Posseggono una bellezza selvaggia, indomabile, i tratti del volto non sono mai rudi ma sono sempre affilati e pressoché perfetti. Ricordano i grandi rapaci, falchi, aquile, poiane, per il loro modo di muoversi, rapido ed elegante. Altra caratteristica che li distingue dagli umani sono gli occhi, che presentano tre diverse sfumature di un colore base, che può essere giallo, verde, azzurro, rosso, marrone, grigio e nero. I capelli presentano le stesse tonalità di quelli umani, il loro colore, inoltre, è lo steso del piumaggio. Non posseggono una peluria molto sviluppata, anche se non sono glabri come gli Eldar.


Carattere, società e peculiarità

Gli Areali sono una razza antica quanto quella degli Eldar, anche se le informazioni riguardo al loro passato sono andate perdute durante la migrazione che li ha condotti nell’impero e dunque alle città. Sono un popolo molto territoriale e tutti gli esponenti della razza sono dotati di ottima memoria e un gran senso dell’orientamento. Ogni individuo ha un forte attaccamento per lo stormo e la maggior parte di loro anche un grande senso dell’onore: nessun Areale tradirebbe mai la parola data o duellerebbe slealmente. Non si intromettono quasi mai nelle lotte fra ‘bipedi terrestri’ come sono soliti chiamare le creature senzienti che non possono volare. Da ciò si può dedurre che essi non abbiano in simpatia le altre razze, eccezion fatta per gli Eldar, con i quali condividono l’amore per la natura. Al contrario degli Eldar, però, sono impulsivi e suscettibili. Non è facile trattare con loro, soprattutto se sono molto giovani. Ve ne sono di socievoli, comunque: gli individui entrati nell’età adulta riescono a tollerare gli esponenti di qualunque razza senza nascondersi dietro al sarcasmo o a malizie di varia natura. Sono molto orgogliosi e raramente accettano critiche da chi, a parer loro, non è degno di rispetto. Sono selvaggi ma non sciocchi: sfuggono alle regole della società solo perché non appartengono ad essa. Non amano gli spazi angusti e i luoghi chiusi: è raro vederli dormire in costruzioni adibite a case, sia pur di fattura elfica: prediligono le grotte o comunque luoghi alti da cui sia facile scappare in volo.



Illeys


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Storia

“Questa è la leggenda degli uomini che dal potere vennero feriti, marchiati e maledetti. E’ la storia degli Illeys, le creature del buio: diffida, figliolo, di chi nell’oscurità tenderà una mano agguantata in un misterioso invito. Non guardare la pietra che scintilla sulla loro gola, è maledetta, come i loro occhi, corrotti da quel Male che gli Dei hanno voluto loro infliggere. Si avvicinarono al Portale, beandosi di quella luce che come farfalle li attirava a sé e li stringeva nella morsa dell’oblio, sino a quando gli Dei se ne avvidero: c’è chi dice che volessero allora distruggerli, e chi dice che volessero soltanto metterli alla prova. Ora, il nero Morbo li consuma, e la loro unica possibilità di sopravvivenza vive in coloro che li temono, ma che più che da ogni altra cosa ne sono anche affascinati. Se li lascerai fare, si avvicineranno a te, mordendo il tuo collo in una dolora morsa d’argento.”

Le storie narrano di una donna bellissima, dai capelli morbidi come la seta, e dalle labbra fresche e rosse come ciliege mature, la quale, a guida del suo popolo, vagò a lungo alla ricerca di un luogo dove ricostruire ciò che la guerra aveva distrutto. Giunse un giorno in un luogo splendido, che pareva trarre forza dalla sorgente stessa della vita, su un monte arido, a strapiombo sul mare cristallino. Decise di edificare in quel posto una città, che prese il nome di Metista: aveva scoperto il segreto di quella montagna. Nel suo cuore si celava una forza che sarebbe stata in grado di sostenere nazioni intere, se solo si fosse trovato il modo di sfruttarla. Passò giorni e notte dinanzi alla fonte di quella splendida energia: uno degli antichi Portali. Ma la sua forza era troppo potente per essere piegata da un essere umano: gli Dei punirono la giovane, e coloro che l’avevano aiutata nella sua opera, affliggendoli di un terribile male. Chi di esso periva, si trasformava negli attimi appena precedenti la morte in una creatura mostruosa e terribile, che si dice fosse stata posta a guardia della città, per evitare che un’altra guerra potesse nuovamente distruggerla. La giovane, con la sua più fedele seguace, si rifiutava però di piegarsi a questo oscuro destino: si dice che esse possedessero due Gemme, prese dal Portale, che le mantenessero in vita. Poco tempo dopo, un avventuriero incauto scoprì il Portale e i loro studi, ma prima che potesse allontanarsi, le due giovani, spinte da un istinto incontrollabile, lo attirarono a sé con un inganno, e gli addentarono la gola, dissetandosi della linfa che scorreva nel suo corpo. Dopodiché fuggirono, abbandonando quel luogo maledetto. Si dice che anche tutt’ora vivano a Metista, dove ogni mese, la notte, le si può vedere alla ricerca di sprovveduti tra le strade più povere della città.


Aspetto fisico

Gli Illeys sono fondamentalmente uomini malati. Non hanno vita eterna, anche se risultano longevi, a causa della malattia che li obbliga a possedere fortissime difese immunitarie. Vivono fino a 150 anni circa, ma il loro aspetto può arrivare a mostrare 50 - 60 anni. La loro malattia nasce inizialmente da una frequente esposizione al Portale, e con il tempo si espande, danneggia parti del corpo della vittima e ne provoca la morte se non ostacolato. Per questo, gli Illeys hanno bisogno di una grandissima quantità di linfociti, che vengono assorbiti direttamente dai linfonodi degli esseri umani tramite un morso, che non causa l'infezione della vittima, ma che, se fatto nel punto sbagliato, può provocarne la morte per dissanguamento.

Forma Umana
Gli Illeys sono in tutto simili agli esseri umani, fatta eccezione per la pietra preziosa che portano incastonata alla base della gola, che viene loro apposta durante il rito magico di contenimento del morbo, e serve ad impedire, secondo la credenza, che coloro che vengono considerati innocenti non contraggano la stessa malattia. La pietra é differente da individuo ad individuo, a seconda della sua personalità. Un ulteriore elemento che li distingue sono i canini particolarmente sviluppati e cavi all’interno, per permettere il risucchio della linfa. Presso le gengive, in corrispondenza delle radici di questi denti, è presente un elevatissimo numero di capillari, per assorbire il liquido vitale. Hanno necessità di nutrirsi di esso almeno una volta al mese, per evitare la mutazione delle cellule del loro corpo. Il cuore è di poco più grande di quello umano, e batte più lentamente ma con più potenza. I loro occhi e capelli possono assumere qualsiasi colorazione naturale per gli esseri umani, mentre il loro incarnato è solitamente molto chiaro, a causa della malattia. Non possono riprodursi, poiché la loro fecondità è compromessa dalla continua esposizione all’energia del portale, che ha modificato il loro apparato riproduttivo in modo permanente.

Mutazione
La mancata assunzione della linfa da parte degli Illeys causa una mutazione maligna, a seguito della quale l’individuo incontra necessariamente la morte. Le loro caratteristiche fisiche mutano radicalmente: la pelle e i peli si fanno gradualmente sempre più scuri sino a diventare neri come la pece, gli occhi si ingrandiscono e cambiano colore, spesso assumendo colorazioni non naturali, come il rosso o il giallo. L’aspetto assunto nella mutazione cambia da individuo a individuo, ma un’altra caratteristica che accomuna tutti gli Illeys è il progressivo aumentare dell’altezza, sino a raggiungere i 2,50 metri circa per le femmine e 2,70 metri per i maschi. A seguito della mutazione le loro ossa infatti si allungano e si rafforzano, ed in particolare le dita mutano in strutture simili ad artigli, ed altrettanto affilati. Queste appendici sono inoltre velenose. Nella Mutazione l’individuo perde qualsiasi capacità di raziocino e si lascia dominare dall’istinto, il quale lo porta a commettere atti avventati senza controllo alcuno. Dopo la morte, c'è la possibilità che il soggetto rinasca guarito, ma anche quella che mantenga la malattia (50% - 50%).


Carattere, società e peculiarità

Gli Illeys sono creature mondane; esse vivono inserite nella società umana, seppure in incognito. Tendono infatti a nascondere la loro natura per evitare di ritrovarsi senza linfa vitale. Tuttavia, pur condividendo la vita pubblica, molti di loro hanno temperamenti altezzosi e spesso provocatori nei confronti degli esseri umani, che considerano inferiori. Infatti, per gli Illeys il fatto di sopravvivere alla malattia che li consuma è motivo di orgoglio e fierezza. La microsocietà interna alla razza è piramidale e gerarchica. Essi tendono a radunarsi in gruppi in cui vivono due o più Illeys, e il morbo comunemente condiviso li porta a una sorta di senso di protezione degli uni verso gli altri, specialmente degli individui più anziani verso quelli più giovani.